
Il 5 dicembre 1996 venne inagurato il nuovo teatro “La Fenice” al termine dei lavori di ricostruzione.
L’edificio sorge sul medesimo luogo di quelli precedenti.
L’architettura del teatro caratterizza i prospetti esterni come
quinte urbane che mettono in scena la storia della città. Il sito è
luogo di relazione tra parti di città corrispondenti a fasi
storiche diverse dello sviluppo urbano; il teatro è stato quindi
pensato come un isolato a più facce ognuna caratterizzata da
un’immagine architettonica che rimanda all’architettura della città
sulla quale l’edificio prospetta.
In particolare il prospetto lungo Via Pisacane, rivolto alla parte
settecentesca del centro storico, è caratterizzato da un ordine
architettonico gigante che trova i suoi riferimenti
nell’architettura dei Portici Ercolani, la struttura urbana più
significativa della città del settecento.
Il prospetto opposto che guarda invece all’interno della città
murata cinquecentesca, consolidatasi con la signoria dei Della
Rovere, è caratterizzato da figure che rimandano all’architettura
di quel periodo, come la grande finestra quadripartita che illumina
il foyer di forma analoga alle finestre quadripartite presenti in
varie architetture dell’epoca come, a Senigallia, nel convento
delle Grazie. La sala è costituita da un’unica grande aula a pianta
rettangolare (dimensioni m. 32,80 x 24,70) con il pavimento a
gradoni di alzata progressivamente crescente che supera un
dislivello pari a m. 5,82. La sala ha una capienza di 874
posti.
Il sipario di Cucchi
Il sipario della Fenice è un’opera del grande artista
marchigiano Enzo Cucchi, realizzata nel 1996. Si tratta di una
grande figura rossa di bimbo che, prono, guarda alcuni simboli del
passato di Senigallia racchiuse in cinque formelle luminose in
plexigas e fibre ottiche, raffiguranti la
Fenice
, la
Campana
, la
Fontana delle oche
, il
simbolo
di Palazzo del Duca
e la
Rocca
.











