E’ con
Giuseppe Cavalli
, uno dei grandi della fotografia del ‘900 nonché ideatore e direttore artistico di quel privilegiato laboratorio di formazione fotografica che è stato il
Gruppo Misa
, che nacque la particolare vocazione di Senigallia per la fotografia.
E’ attraverso il suo insegnamento che si formò, a partire dal 1953, una giovane ed appassionata generazione di artisti senigalliesi che concepiva la fotografia come una creazione, attingendo alle sue forme ed ai suoi colori per esprimere il proprio universo poetico.
Giovani talenti come
Ferruccio Ferroni
e
Mario Giacomelli
si affermarono all’interno del Gruppo Misa.
In quel gruppo – ricordava spesso Mario Giacomelli – ognuno parlava il proprio linguaggio, con umiltà di fronte al soggetto, liberi da ideologie politiche, pensando all’amicizia, al dialogo, al rispetto di ognuno di fronte alla realtà.
Senigallia città della fotografia rappresenta un’idea forte della politica culturale che l’Amministrazione Comunale ha cercato di sviluppare in questi ultimi anni. Un progetto che si sta attuando attraverso tre filoni principali di interventi. In primo luogo si è lavorato per sviluppare la potenzialità di Senigallia ad ospitare mostre dei grandi maestri della fotografia italiana ed internazionale, in grado di richiamare un pubblico di appassionati. Un altro obiettivo verso il quale si lavora è quello di attirare e promuovere talenti fotografici, riservando la massima attenzione verso tutto ciò che di nuovo si muove nel panorama artistico nazionale ed internazionale; e poi naturalmente c’è la grande eredità artistica e culturale di Mario Giacomelli. Attraverso le esposizioni delle sue foto nelle principali città del mondo (il 2007 è l’anno del grande tour americano della civica collezione Giacomelli con esposizioni a Los Angeles, Chicago e New York ) riusciamo non soltanto a valorizzare l’opera di uno dei maestri della fotografia di tutti i tempi, ma anche a veicolare l’immagine di Senigallia nel mondo.