La tragedia della vita è che diventiamo vecchi troppo presto e saggi troppo tardi. - Benjamin Franklin
BIOGRAFIA DEL DOTT. VINCENZO PALMESI autore di Storia dei tre Castelli e di Storia della città di Alatri
di Giuseppe Santoni

Lo scaffale digitale sul quale ci piace mettere all’attenzione del pubblico testi inediti, oppure ormai di difficile reperibilità riguardanti aspetti storici, sociologici, scientifici di interesse locale ma non solo, si arricchisce di questa biografia del Dott. Vincenzo Palmesi, che pur originario della città di Alatri (all'epoca in provincia di Roma oggi di Frosinone, è stato per molti anni attivo come medico e come ricercatore nel nostro territorio, avendo avuto il merito, tra l’altro, di coniare con oltre un secolo di anticipo il toponimo Trecastelli scrivendone le vicende storiche.

Il chirurgo-medico Dott. Palmesi Vincenzo (Alatri 1847 – Ancona 1908),  è noto per aver affiancato alla sua professione sanitaria e all’attività di sperimentatore e di divulgatore medico-scientifico, la passione per gli studi storiografici. È stato infatti autore di due voluminose opere, finora rimaste manoscritte: Storia dei tre Castelli Tomba di Senigallia, Ripe e Monterado (1903), di 475 pagine, e di Storia della Città di Alatri. Ricordi storici (1908), di 580 pagine.

Fu anche autore di una biografia di Ignazio Danti, edita nel Bollettino della Reale Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, anno V (1899), fasc. 1, pp. 81-125, dell’ampia storia già nota al pubblico locale, “Spigolature – Mondolfo e mondolfesi”, e di altre opere minori pubblicate in vita dall’autore, fra cui Nel VII centenario della Fiera di Senigallia (MCC-MCM), Tipografia Tabossi, Ancona 1900.

In questo testo biografico, curato con ricchezza di dettagli e chiarezza espositiva da Giuseppe Santoni per la rubrica dei testi digitali della nostra Biblioteca viene ricostruita la vicenda del Dott. Vincenzo Palmesi, personaggio finora noto solo a pochi addetti ai lavori.

Tre gli aspetti principali
Il primo: la vita professionale del chirurgo-medico condotto, che per lo svolgimento del suo lavoro dovette allontanarsi dalla nativa Alatri e trascorrere il resto della sua vita “peregrinando” in diverse città del centro Italia, tra le quali Montalboddo (Ostra), Narni, Montepulciano e Cagli. Dalla sua biografia emergono anche alcuni risvolti non secondari sui primi passi della Sanità pubblica nell’Italia post-unitaria quali, ad esempio, l’organizzazione sanitaria comunale obbligatoria e l’avvio della profilassi della popolazione, ma anche gli aspetti epidemiologici su alcune malattie endemiche, quali la pellagra e la malaria, ed il timore di epidemie di colera, in relazione anche alle difficili condizioni in cui si trovarono a operare i medici condotti nella seconda metà dell’Ottocento.

Il secondo aspetto: la vita privata del dottore, che in seconde nozze sposò Emilia Tanfani, la quale insieme alle due sorelle ereditò una piccola parte del ricco “ex appannaggio napoleonico”, già appartenuto al viceré d’Italia Eugenio di Beauharnais. Si trattava di alcuni fondi e colonìe agricole tra Ripe, Tomba (Castel Colonna) e Monterado. Tale eredità, oltre a garantirgli una certa agiatezza economica, permise al chirurgo di conoscere da vicino i tre paesi e di consultare i documenti degli archivi delle tre municipalità, da cui scaturì poi la prima “Storia dei tre Castelli” che sia stata scritta.

Il terzo elemento di interesse riguarda appunto l’attività di storiografo, attività a cui il dottore, ormai stanco e debilitato nel fisico per le gravose fatiche affrontate durante la dura vita di chirurgo-medico condotto, si dedicò negli ultimi anni della sua esistenza. Anche il lavoro di ricerca d’archivio fu molto proficuo; produsse infatti, oltre alle già citate opere maggiori, alcuni interessanti contributi minori, tra cui i più importanti sono un curioso opuscolo su “I chirurgi-barbieri: notizie storico-bibliografiche e spigolature d'archivio edite a cura della Società di M. Soccorso fra barbieri e parrucchieri di Ancona”, una ricerca su “Il dipartimento del Circeo sotto la Repubblica del 1798-1799”, uno studio su “I municipi delle Marche a G. Leopardi, per V. Palmesi” ed una originale cronaca intitolata “Curiosità aneddoti e documenti storici: i morti centenari in Ancona dal secolo 16º ad oggi”; diversi sono gli articoli di minore rilevanza.

Un breve epilogo conclusivo svela alcuni aspetti enigmatici del manoscritto “Storia dei tre Castelli”, il cui originale è custodito nell’archivio parrocchiale di Ripe.

Italo Pelinga
Responsabile della Biblioteca Comunale Antonelliana di Senigallia

In approfondimenti: clicca sul link  BIOGRAFIA DEL DOTT. VINCENZO PALMESI per scaricare il documento.

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