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Oltre la violenza e l’abuso, fare salva la vita
Lettura, accompagnata da intervalli musicali e poetici, di alcuni racconti tratti dal libro di Mahè Mengarelli “Donne Bevute” sul tema dell’alcolismo

26 novembre 2011 – Palazzo del Duca

Oltre la violenza e l’abuso, fare salva la vita

Il 25 novembre è una data simbolo scelta dall’ONU, in ricordo della tragica vicenda delle tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Domenicana, che il 25 novembre 1960 furono violentate, massacrate e uccise per ordine del dittatore Trujillo. Le Nazioni Unite hanno dichiarato questa data Giornata Mondiale per l'Eliminazione delle Violenza sulle Donne per ricordare un`emergenza sociale troppo spesso sottovalutata e oggi più che mai di attualità. Dunque, una giornata dedicata ad una delle violazioni dei diritti umani più diffuse nel mondo, a cui non sono sottratte donne di ogni età, cultura e latitudine.

Si tratta di un fenomeno globale e trasversale che continua ad uccidere, torturare e mutilare sia fisicamente che psicologicamente, sessualmente ed economicamente. E' la negazione del diritto delle donne all'uguaglianza, alla sicurezza, alla dignità, alla libertà.

Secondo i dati Istat del 2007, emersi dalla a prima indagine interamente dedicata al fenomeno delle violenza sulle donne, in Italia su un campione di 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni, il 31,9% (una su tre) ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Nel 19% dei casi si è trattato di molestie fisiche e 3 volte su 4 di persone conoscenti e familiari. Si tratta di violenze domestiche soprattutto a danno di mogli e fidanzate: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi, hanno subito le aggressioni in casa. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato. La violenza, infatti, si nasconde spesso dietro storie di ordinaria follia familiare e il suo urlo è schiacciato dalla paura, dalla solitudine e dall’indifferenza. Proprio per fare uscire dal silenzio questa drammatica situazione si celebra il 25 novembre, la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, al fine di sensibilizzare governi, istituzioni e società civile.

In Italia negli ultimi anni sono diverse le organizzazioni, istituzioni ed enti che lottano contro questo gran male ed ormai centinaia di iniziative in molte città italiane vengono organizzate in occasione del 25 novembre per dire no alla violenza di genere in tutte le sue forme.

A Senigallia, il Consiglio delle Donne, in occasione di questa importante giornata, ha organizzato due iniziative complementari: la prima è stata la ricostituzione del tavolo tecnico contro la violenza subita dalle donne, composto da tutti gli attori istituzionali e del volontariato che nella nostra città si occupano di tutela della donna, finalizzato a promuovere la rete di contatti e di collaborazione per proseguire con la programmazione di strategie congiunte per combattere la violenza e l’abuso femminile.

L’altra iniziativa organizzata dal Consiglio delle Donne ha riguardato un evento di tipo culturale, aperto a tutta la cittadinanza, dal titolo “Oltre la violenza e l’abuso, fare salva la vita” in collaborazione con l’associazione “Nelversogiusto – Senigallia/Poesia”.

L’iniziativa ha visto la lettura, accompagnata da intervalli musicali e poetici, di alcuni racconti tratti dal libro di Mahè Mengarelli “Donne Bevute” sul tema dell’alcolismo, problema strettamente legato a quello della violenza femminile e domestica. Si tratta di quattro racconti che portano ad evidenza e conoscenza esperienze di alcolismo. Storie intrappolate in forme di dipendenza e abuso, che però riescono a liberarsi e ad evolvere in consapevolezza. E’ proprio questo percorso di consapevolezza che risulta indispensabile, e quindi da sostenere e promuovere nelle forme più adeguate, per mettere in salvo la vita. All’incontro erano presenti l’autrice del libro e la signora Patrizia V. di Bologna, vittima di maltrattamenti e ex-alcolista che ha portato la sua testimonianza. In qualità di professionista esperto è intervenuta la Dott.ssa Marella Tarini, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Asur – AV2/Senigallia.

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