Cos'è
L’esposizione propone una selezione di oltre cinquanta opere che ripercorrono la ricerca artistica di Massimo Marchini, fotografo che ha trovato nel collodio umido il linguaggio più adatto a esprimere la propria visione.
Il procedimento fotografico, nato nell’Ottocento e oggi riscoperto nell’ambito della fotografia d’autore, non costituisce il tema della mostra, ma lo strumento attraverso il quale l’autore costruisce immagini di intensa forza evocativa, caratterizzate da una straordinaria ricchezza tonale e da una presenza materica unica.
Nelle fotografie di Marchini la tecnica non prevale mai sul contenuto. Ogni opera nasce da un equilibrio tra rigore del procedimento e sensibilità artistica, nel quale luce, tempo e materia concorrono alla costruzione dell’immagine. Ritratti, nature morte e composizioni diventano così luoghi di contemplazione, nei quali l’essenzialità del linguaggio fotografico restituisce allo spettatore un’esperienza visiva intensa e coinvolgente.
Il titolo “Chiaroscuro primigenio” sintetizza il senso dell’intero progetto espositivo. Non richiama soltanto la natura del procedimento fotografico, ma allude al rapporto originario tra luce e ombra, tra presenza e mistero, che costituisce il nucleo della ricerca di Marchini. La luce non si limita a illuminare il soggetto: diventa materia espressiva, capace di rivelare ciò che normalmente sfugge allo sguardo.
La mostra è accompagnata da un essenziale apparato divulgativo che consente al visitatore di conoscere il procedimento del collodio umido e di comprenderne le peculiarità tecniche ed espressive, offrendo una chiave di lettura del lavoro dell’autore senza mai distogliere l’attenzione dalle opere.
Da molti anni Massimo Marchini affianca alla propria attività artistica un intenso lavoro di ricerca e divulgazione dedicato ai processi fotografici storici e alternativi, conducendo workshop e laboratori in tutta Italia e contribuendo in modo significativo alla diffusione di queste pratiche nel panorama fotografico contemporaneo.
Il 20 agosto alle ore 21.30, nel cortile di Palazzetto Baviera, Massimo Marchini e Alberto Polonara terranno un workshop dedicato alle antiche tecniche di stampa, durante il quale i partecipanti potranno sperimentarle direttamente.
Come nota l’Assessore alla Cultura Massimo Bello: “Mostre come questa ci ricordano quanto la cultura sia un processo vivo, fatto di ricerca, studio, confronto e partecipazione. È attraverso questo dialogo continuo tra esperienza e creatività che una comunità riesce a mantenere viva la propria identità culturale e a trasmetterla alle nuove generazioni, rafforzando al contempo il ruolo di Senigallia come Città della Fotografia”.
Con questa iniziativa il Comune di Senigallia conferma il proprio impegno nella promozione della fotografia d’autore, proponendo una mostra di elevato profilo culturale in una sede di grande prestigio, capace di valorizzare il dialogo tra ricerca artistica, cultura dell’immagine e tradizione fotografica.
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